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    12 LUGLIO 2021 - PRENOTAZIONI CONCENTRICO ART

    DESCRIZIONE EVENTO

    La città del disordine – Storie di vita dal Manicomio San Lazzaro 

    di Nicola Manzan

    Un progetto musicale per indagare e raccontare in musica le vite di chi, talvolta, ha visto finire i propri giorni dentro le mura di quel manicomio in forma di città che era diventato la sua casa.
    Si tratta di un’opera originale realizzata dalla trasposizione in musica di cartelle cliniche dei degenti dell’ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia. I documenti d’archivio si traducono qui in note musicali per delineare ritratti di vite vissute ai margini e, più ancora, per raccontare la fragilità come elemento costitutivo del valore dell’essere umano. Il progetto a cura di Georgia Cantoni (Musei Civici di Reggio Emilia), con testi di ChiaraBombardieri (Biblioteca scientifica Carlo Livi) e musica di Nicola Manzan, ha l’obiettivo di comunicare il Museo di Storia della Psichiatria e la straordinaria esperienza che custodisce incentrata proprio sulla diversità, sul disagio ed il suo superamento, tematiche oggi più che mai attuali anche nel contesto della pandemia Covid-19 che ha riportato il vissuto della segregazione, della infermità e della cura nella esperienza quotidiana di tutti.

    Con: Nicola Manzan
    Un progetto promosso da: Comune di Reggio Emilia, Musei Civici con AUSL Reggio Emilia, Biblioteca scientifica Carlo Livi. 

    Nicola Manzan consegue il diploma in violino nel 1997, nel 2000 si trasferisce a Bologna, dove inizia a collaborare con varie etichette discografiche indipendenti e studi di registrazione che lo coinvolgono come musicista nella realizzazione di brani di svariati artisti. Durante questa esperienza decide di specializzarsi come arrangiatore di archi e come polistrumentista suonando in studio e dal vivo non solo violino, viola e chitarra, ma anche tastiere e fisarmonica. Da allora collabora in studio e dal vivo con band e artisti nazionali ed internazionali tra cui Baustelle, Ligabue, Lo Stato Sociale, Il Teatro Degli Orrori,Tre Allegri Ragazzi Morti, Fast Animals and Slow Kids, Mezzosangue e The Bluebeaters. Ha scritto e registrato colonne sonore per cortometraggi e lungometraggi, ha svolto il ruolo di tutor all’interno della rassegna“Soundtracks”ed è uno dei valutatori del progetto“Sonda”, del Centro Musica di Modena. Nel 2005 ha fondato il suo personale progetto di musica sperimentale denominato BOLOGNA VIOLENTA con cui si è esibito in centinaia di concerti in Italia ed Europeo. Dal 2018 collabora stabilmente con le band Ronin e Torso Virile Colossale.

    A seguire 

    Gabriele Gasparotti in concerto

    Gabriele Gasparotti è autore di musica elettroacustica composta con strumentazione analogica. E’ ideatore del progetto Extrema Ratio, gesti e suoni ispirati alla sceneggiatura del film perduto Maldoror Il dio selvaggio di Alberto Cavallone e del Gasparotti Muga Muchū Morphing Theater, progetto multimediale teso all’interazione della musica, delle arti visive e performative, i tarocchi di Marsiglia, l’astrologia e profondamente influenzato dal surrealismo e dall’esoterismo. Il suo ultimo lavoro, Istantanee vol.1 (2019 – Dio Drone, Il Dio Selvaggio, Dornwald) è un album di composizioni per sintetizzatori semi-modulari,  nastro magnetico, pianoforte e quartetto d’archi in cui indaga l’interazione tra il Kairós, le strutture matematiche e i sincronismi aleatori del Tarocco di Marsiglia. È anche regista e il suo cortometraggio, La nascita di Zelda V.2.0, è stato selezionato e proiettato alla 76a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione “Il futuro del corto d’autore”.
    Nei live è accompagnato da Benedetta Dazzi al violoncello e live electronics. 

    In chiusura 

    Take Zero – Live performance

    Nàresh Ran e Tuxedodoom

    Take Zero è testimone di un’esperienza. Tuxedodoom e Nàresh Ran si sono interrogati sul processo di creazione di un quadro, cercando di andare oltre l’opera da contemplare e osservandolo come un vero organismo con una propria evoluzione, composta di gesti e strumenti. Di questo percorso, attraverso microfoni a contatto con tela e utensili, sono stati catturati i rumori, elaborati in corso d’opera e resi suono. Take Zero è l’incontro tra la stratificazione pittorica e quella sonora, l’interpretazione della voce del quadro che prende forma.

    Di e con: Nàresh Ran e Tuxedodoom

    Claudia Taccia, attiva come illustratrice e pittrice; dopo il Diploma Accademico in Fashion and Textile Design and Illustration, sviluppa una maggiore predilezione per il secondo ruolo artistico, lavorando e collaborando con gallerie d’arte sotto lo pseudonimo di “tuxedodoom”. Accanto alla ricerca continua che accompagna la creazione pittorica, si manifesta la necessità di intrecciare le arti visive alla presenza cardinale dei suoni, poiché tuxedodoom è il prodotto di mescolanza e stratificazioni, di associazioni di elementi e tecniche differenti, che hanno come scopo quello di plasmare la texture caratteristica, il sogno acrilico.

    Nàresh Ran gravita nel mondo underground come musicista e produttore. La sua label Dio Drone è un piccolo punto di riferimento per la locale scena musicale più estrema. Negli anni, con l’evoluzione del proprio percorso sonoro, decide di rifiutare ogni zona comfort e connettere la propria ricerca alla passione per il viaggio, sviluppando un personale rapporto con le registrazioni d’ambiente e concentrando il proprio lavoro sulla ricerca di un vero dialogo tra spazio e persona, luogo e visitatore.